STATEMENT


Orientata verso l’analisi dell’individuo, la mia ricerca indaga le derive dell’uomo, scruta attraverso l’accentramento delle figure le note psicologiche e introspettive dello stesso.
Figure androgine, terse e sognanti o ritratti il cui urlo muto prende forma attraverso il vuoto, vengono imbrigliate all’interno di paesaggi geometrici, volumi solidi che sovrastano e immobilizzano i protagonisti dell’opera.
Le figure rimangono inermi, come immerse in un’ambra primordiale. Filtri e velature , oltre a ricoprire un ruolo compositivo ed estetico, diventano gabbie dai confini netti e decisi in cui l’individuo si ricolloca in un immutabile e a-temporale presente.
In una sorte di horror vacui, le figure fronteggiano le tensioni generate dalle superfici finite da quelle non finite, dove, nel caso delle opere su tela, queste ultime s’individuano nelle ampie e piatte campiture monocromatiche; nei lavori su ardesia, invece, è proprio quest’ultima instaurare un gioco di tensioni fatto da opposte specifiche fisiche, da un lato, il finito ottenuto attraverso la pittura ad olio e dall’altra il nero opaco e profondo della pietra arenaria.
Vi è un continuo gioco di rimandi, teso a rimarcare l’importanza del rapporto duale e corale fra opera e fruitore; le ripartizioni e variazioni delle lacche usate, come le contraddizioni fisiche delle opere su ardesia, mirano a sottolineare il legame indissolubile fra le parti, necessario per far si che un’opera d’arte possa definirsi tale.


GALLERIE DI RIFERIMENTO


> Burning Giraffe Art Gallery, Torino.
> Galleria Salamon, Milano.
> Koart unconentional place, Catania.
> Quam, Scicli.




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