Simone Geraci (Palermo, 1985) deriva la scelta della pittura a olio su ardesia da Sebastiano del Piombo, pittore veneto del XV secolo: l’artista siciliano mantiene la materia opaca e il colore nero della pietra arenaria in alcune sezioni senza intervenirvi pittoricamente. L’ardesia non costituisce un mero supporto, è significato non–finito al pari delle lacche e del disegno. Geraci dipinge un repertorio della tensione delle emozioni: campiture e velature di colore in successione originano figure androgine e fisionomie interrotte, la cui seducente flagranza è imbrigliata all’interno di paesaggi geometrici. Come all’interno di una camera oscura, il filtro monocromo e le molteplici tonalità di rosso esacerbano espressionisticamente la composizione, collocandola in un presente in formaldeide o in un passato eterno. In silenzio (Stille), sotto vuoto (Das Wakuum), a fermare l’andare a male (Rot) delle psicologie e dei corpi.

Giusi Affronti

PALERMO17_a cura di Giusi Affrotni, La Piana Arte Contemporanea, Palermo.


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